Un calcolo diventa un problema solo quando si muove. Finché resta nel rene può non dare alcun disturbo per anni; quando scende nell’uretere e la ostruisce arriva la colica, un dolore che parte dal fianco e scende verso l’inguine, a ondate, senza una posizione che lo attenui. Il calcolo si forma in anni e si manifesta in un’ora: è questa sproporzione a rendere la prevenzione così poco intuitiva.

La colica: che cosa la calma davvero
Il dolore non dipende dalla dimensione del calcolo ma dalla pressione a monte dell’ostruzione, ed è il motivo per cui un calcolo di tre millimetri può fare più male di uno di otto. Nella fase acuta i farmaci antinfiammatori non steroidei sono la prima scelta perché riducono la pressione nelle vie urinarie oltre al dolore, e nella maggior parte dei casi funzionano meglio di un oppioide. Bere moltissimo durante la colica non aiuta a spingere fuori il calcolo: aumenta la pressione dietro l’ostruzione e il dolore con essa.
Quando la colica è un’emergenza
Una colica con febbre e brividi è una situazione diversa da tutte le altre: significa urina infetta a monte di un’ostruzione, cioè il rischio di una sepsi, e richiede il drenaggio in urgenza, non un antibiotico per bocca a casa. Le altre situazioni che non ammettono attesa sono il dolore in chi ha un rene solo, l’assenza completa di urina, il vomito che impedisce di assumere qualsiasi cosa e un dolore che non si controlla con la terapia.

Che cosa si espelle da solo, e in quanto tempo
La dimensione è il fattore che decide. Sotto i cinque millimetri la maggioranza dei calcoli passa spontaneamente, spesso entro una-due settimane; fra cinque e dieci la probabilità cala e i tempi si allungano; sopra i dieci millimetri l’attesa raramente ha senso. Conta anche la posizione: più il calcolo è vicino alla vescica, più probabile è l’espulsione. Nei calcoli distali di qualche millimetro il medico può proporre una terapia che rilassa la muscolatura dell’uretere per facilitarne il passaggio; è una decisione clinica, con indicazioni discusse, non un rimedio da prendere di propria iniziativa.
| Dimensione | Espulsione spontanea | Tempi abituali |
|---|---|---|
| Fino a 4 mm | Molto probabile | Giorni, di regola entro due settimane |
| 5-6 mm | Possibile, meno frequente | Fino a quattro settimane |
| 7-10 mm | Poco probabile | Si valuta l’intervento |
| Oltre 10 mm | Rara | L’attesa raramente ha senso |
Gli esami, e il filtro che molti saltano
L’ecografia è il primo esame, specie in gravidanza e nei giovani, e mostra la dilatazione a monte anche quando non vede il calcolo. La tomografia senza contrasto a bassa dose resta l’esame più accurato per dimensione, sede e densità. A questi si aggiungono creatinina, emocromo ed esame urine. Il passaggio più trascurato è anche il più informativo: raccogliere le urine in un filtro nei giorni della colica e portare il calcolo espulso in analisi, perché la sua composizione cambia tutta la prevenzione successiva.
I quattro tipi e la prevenzione di ciascuno
Sette-otto calcoli su dieci sono di ossalato o fosfato di calcio. I calcoli di acido urico si formano in urine persistentemente acide e sono gli unici che in parte si sciolgono alcalinizzando le urine. Quelli di struvite nascono da infezioni urinarie sostenute da germi che scindono l’urea: crescono in fretta, possono riempire la cavità renale e non si risolvono con il solo antibiotico. La cistinuria è una malattia ereditaria rara, con esordio giovane e recidive frequenti, da seguire in un centro di riferimento.
La misura che vale per tutti
Il parametro non è quanto si beve ma quanta urina si produce: l’obiettivo è intorno a due litri e mezzo al giorno, distribuiti, con un bicchiere anche la sera, perché la notte è il momento in cui le urine si concentrano di più. Chi suda molto per lavoro o per sport deve compensare oltre quella quota. È la singola misura con il maggior effetto dimostrato sulle recidive, e non costa nulla.
Gli errori che aumentano le recidive
Il più diffuso è togliere il calcio dalla dieta: una dieta povera di calcio aumenta l’assorbimento intestinale di ossalato e peggiora il rischio, mentre un apporto normale di calcio ai pasti lo riduce. Gli altri tre sono il sale in eccesso, che aumenta la perdita urinaria di calcio; le proteine animali in grande quantità, che acidificano le urine e abbassano i citrati; e le dosi elevate di vitamina C in integratori, che aumentano l’ossalato urinario. Spinaci, rabarbaro, barbabietole e frutta secca contano, ma pesano molto meno di questi quattro fattori.
Quando si interviene, e che cosa aspettarsi
Le tre strade sono la frantumazione con onde d’urto dall’esterno, l’ureteroscopia con laser e la chirurgia percutanea per le masse più grandi. La scelta dipende da dimensione, sede, densità e anatomia. Spesso viene lasciato uno stent ureterale temporaneo, che può dare urgenza, bruciore e sangue nelle urine: sono disturbi attesi, destinati a finire con la rimozione, e sapere che esistono evita un ricorso inutile al pronto soccorso.
Infezioni e calcoli, un circolo che si chiude
Un calcolo può mantenere un’infezione urinaria che non guarisce mai del tutto, e certe infezioni fanno crescere il calcolo. Quando le cistiti si ripetono sempre con lo stesso germe, la ricerca di un calcolo fa parte degli accertamenti: la questione è trattata nella guida alla cistite e alle infezioni delle vie urinarie, dove si vede anche perché ripetere cicli di antibiotico non basta se la causa resta in sede.
Dove approfondire
La litiasi urinaria è uno dei temi storici di questo portale: l’editore pubblica The Stone Handbook, il manuale sulla gestione dei calcoli urinari scritto da esperti internazionali, e la rivista raccoglie lavori originali sull’argomento nei fascicoli dell’Archivio Italiano di Urologia e Andrologia. Le raccomandazioni cliniche di riferimento, con l’edizione in vigore, sono elencate nelle linee guida urologiche.
Bere birra aiuta a espellere i calcoli?
No. L’alcol disidrata e, nei calcoli di acido urico, peggiora il quadro metabolico. L’effetto diuretico immediato non compensa la concentrazione delle urine nelle ore successive.
L’acqua a basso residuo fisso previene i calcoli?
Conta molto di più il volume complessivo del tipo di acqua. Nelle acque ricche di calcio il calcio assunto ai pasti non aumenta il rischio e in alcuni studi lo riduce.
Dopo una colica devo fare altri controlli?
Sì, almeno un controllo per verificare che il calcolo sia passato e che non resti dilatazione. Dopo il secondo episodio, o al primo in giovane età, si aggiunge uno studio metabolico con esami del sangue e raccolta delle urine delle ventiquattro ore.
Il sangue nelle urine durante la colica è preoccupante?
Una ematuria, spesso visibile solo al microscopio, accompagna la maggior parte delle coliche ed è attesa. Resta da valutare se persiste dopo la risoluzione o se compare senza dolore.
Chi ha avuto un calcolo lo rifarà?
Senza prevenzione una quota rilevante di persone ha una recidiva nell’arco di cinque-dieci anni. Con l’analisi del calcolo, il volume di urina adeguato e le correzioni dietetiche mirate il rischio si riduce in modo sostanziale.
Questa pagina ha finalità divulgativa e non sostituisce la visita. I criteri citati seguono le linee guida sulla urolitiasi della European Association of Urology; la terapia del dolore, quella espulsiva e l’indicazione chirurgica sono decisioni cliniche. In caso di colica con febbre rivolgersi subito a una struttura di emergenza.
Farmaci e listino
I farmaci della colica e della terapia espulsiva non fanno parte di questo listino, che raccoglie altre classi: l’elenco completo, con prezzi e obbligo di ricetta, è nel listino della farmacia con prezzi, principi attivi e obbligo di ricetta.