L’herpes genitale è un’infezione cronica da virus herpes simplex, HSV-2 o sempre più spesso HSV-1 trasmesso dal sesso orale. Il dato che spiega quasi tutto il resto è questo: la maggior parte delle persone che lo trasmettono non sa di averlo, perché nella maggioranza dei casi l’infezione è silenziosa o dà sintomi così sfumati da essere scambiati per irritazione, ragade o micosi. Il virus non si elimina, resta nei gangli nervosi; quello che si governa è la frequenza delle recidive e il rischio di passarlo al partner.

Primo episodio e recidive non sono la stessa malattia
Il primo episodio in una persona mai infettata è il più pesante: vescicole multiple che diventano ulcere, dolore, linfonodi ingrossati, a volte febbre e malessere generale; può durare due o tre settimane e in alcune donne rende difficile urinare. Richiede sempre una terapia per bocca, tipicamente per sette-dieci giorni, da iniziare appena possibile. Una crema non ha alcun ruolo qui: non raggiunge il tessuto profondo e non accorcia l’episodio.
Le recidive sono un’altra cosa: più brevi, più localizzate, spesso precedute da ore di formicolio o bruciore nella stessa zona. Si trattano con cicli brevi per bocca, in alcuni schemi di uno o tre giorni. La frequenza è massima nel primo anno dopo l’infezione e tende a calare negli anni successivi; l’herpes genitale da HSV-1 recidiva in media molto meno di quello da HSV-2, ed è una delle poche informazioni prognostiche che il tipo virale fornisce davvero.
Le prime ore decidono: perché la ricetta va chiesta prima
L’antivirale blocca la replicazione del virus, quindi funziona mentre il virus si sta replicando: iniziato entro ventiquattro ore dal primo segnale accorcia l’episodio, iniziato al terzo giorno di ulcera fa poco. Da qui una conseguenza pratica che quasi nessuno spiega: chi ha recidive ricorrenti non dovrebbe iniziare a cercare un medico quando compare il formicolio. Si concorda prima con il proprio medico una prescrizione da tenere pronta, così la terapia parte nella finestra in cui serve. Dosaggi e prezzi della molecola sono nella scheda dell’aciclovir in compresse; i tipi di prescrizione nella guida alla ricetta medica: quale serve e quanto dura.

La diagnosi: quale test conferma e quale non serve
Davanti a una lesione attiva il test di riferimento è la ricerca del DNA virale con PCR sul tampone della lesione: dice se c’è il virus e di quale tipo si tratta. Il tampone va fatto presto, sulla vescicola o sull’ulcera fresca, perché su una crosta la sensibilità crolla.
La sierologia specifica per tipo ha un ruolo più stretto di quanto si creda: serve quando non c’è una lesione da campionare, in un partner di persona infetta, o in gravidanza per capire chi è a rischio di infezione nuova. Non dice quando né dove si è contratta l’infezione, e un IgG positivo per HSV-1 non distingue l’herpes labiale di quando si aveva sei anni da un’infezione genitale. Il dosaggio delle IgM, invece, non va fatto: non distingue infezione recente da riattivazione e produce soprattutto ansia e accertamenti inutili.
Terapia episodica o soppressiva: come si sceglie
| Schema | Quando si sceglie | Che cosa ottiene |
|---|---|---|
| Episodico | Recidive poco frequenti, riconosciute dal prodromo | Accorcia il singolo episodio se iniziato subito |
| Soppressivo quotidiano | Sei o più recidive l’anno, episodi invalidanti, coppia in cui un solo partner è infetto, forte impatto psicologico | Riduce in modo netto numero e durata delle recidive e abbassa il rischio di trasmissione |
La terapia soppressiva si rivaluta periodicamente, di solito una volta l’anno: la frequenza delle recidive cambia nel tempo e quello che serviva due anni fa può non servire più. È anche l’opzione che ha senso nelle coppie sierodiscordanti, dove però il farmaco da solo non basta: il risultato migliore si ottiene sommando terapia, preservativo e astensione durante prodromo e lesioni.
Contagio: che cosa il preservativo copre e che cosa no
La trasmissione avviene anche senza lesioni visibili, perché il virus viene eliminato in modo intermittente dalla cute e dalle mucose apparentemente sane. È il motivo per cui «non avevo nulla» non è una contraddizione e non è una colpa. Il preservativo riduce il rischio ma non lo annulla, perché copre solo l’area che copre.
Tre regole pratiche valgono più di molte spiegazioni: niente rapporti dal primo formicolio fino alla guarigione completa della lesione; niente sesso orale quando si ha un herpes labiale attivo, perché è esattamente così che l’HSV-1 diventa genitale; parlarne prima con il partner, perché una diagnosi scoperta dopo pesa sul rapporto molto più dell’infezione in sé. Per le lesioni sulle labbra la via breve è la crema, descritta nella scheda dell’aciclovir crema al 5%.
Gravidanza: il momento in cui le regole cambiano
Il rischio per il neonato non dipende dal fatto che la madre abbia l’herpes, ma da quando lo ha contratto. Un’infezione nuova contratta vicino al parto è la situazione più pericolosa, perché mancano gli anticorpi materni; una donna con recidive note da anni ha un rischio molto più basso. Per questo chi è in gravidanza e sa di avere herpes genitale deve dirlo al ginecologo all’inizio, non al momento del travaglio.
Le decisioni — terapia soppressiva nelle ultime settimane, modalità del parto se ci sono lesioni attive, comportamento del partner nel terzo trimestre — spettano allo specialista che segue la gravidanza. Qui conta sapere che esistono e che si prendono prima, non in sala parto.
Quando non è herpes
Non tutte le lesioni genitali dolorose sono herpes, e la diagnosi fatta a occhio sbaglia spesso. La sifilide dà un’ulcera tipicamente non dolorosa; le afte genitali e la malattia di Behçet danno ulcere ricorrenti senza virus; la follicolite dopo depilazione somiglia molto alle vescicole; il lichen e le dermatiti da contatto danno bruciore cronico senza ulcere. Nella donna il bruciore isolato, senza lesioni, è più spesso candida o un’altra causa di prurito e bruciore oppure una cistite e infezione delle vie urinarie. Una lesione che non guarisce in tre settimane va vista da un medico a prescindere dall’ipotesi di partenza. Le lesioni del labbro hanno tempi e terapia propri: guida all’herpes labiale.
Che cosa non funziona
La crema per l’herpes labiale applicata sulle lesioni genitali non ha indicazione e non sostituisce le compresse. Gli antibiotici non hanno alcun effetto su un virus e servono solo se si è sovrapposta un’infezione batterica. Nessun prodotto elimina il virus dall’organismo: chi promette la guarigione definitiva sta vendendo qualcosa. Gli integratori di lisina hanno prove deboli e contraddittorie e non appartengono alla terapia. Disinfettanti aggressivi e alcol sulle ulcere peggiorano il dolore e rallentano la riparazione.
Che cosa aspettarsi negli anni
Il primo anno è quasi sempre il peggiore. Poi le recidive si diradano, gli episodi si accorciano e molte persone imparano a riconoscere il prodromo con ore di anticipo, che è la condizione per cui la terapia episodica funziona bene. Chi ha un sistema immunitario compromesso — terapie immunosoppressive, HIV non controllato, chemioterapia — segue regole diverse, con episodi più lunghi e soglia più bassa per la terapia soppressiva.
Si guarisce dall’herpes genitale?
No, il virus resta nei gangli nervosi per tutta la vita. Si governano le recidive e il rischio di trasmissione: con la terapia soppressiva molte persone restano anni senza episodi.
Posso trasmetterlo anche senza lesioni?
Sì. L’eliminazione del virus è intermittente e avviene anche da pelle e mucose sane. È il motivo per cui la terapia soppressiva, il preservativo e l’astensione durante il prodromo si sommano invece di escludersi.
La crema per l’herpes labiale va bene anche per quello genitale?
No. Non ha quell’indicazione e non accorcia l’episodio: le lesioni genitali si trattano con la terapia per bocca. La crema resta la via rapida per le labbra.
Che esame chiedo se ho una lesione in corso?
La PCR sul tampone della lesione, fatta su vescicola o ulcera fresca. La sierologia serve in altre situazioni; le IgM non vanno richieste perché non distinguono un’infezione recente da una riattivazione.
Il partner deve fare il test anche se sta bene?
Può avere senso: la sierologia specifica per tipo dice se è già stato esposto, informazione utile per decidere se serve una terapia soppressiva e come comportarsi in gravidanza. Va interpretata da un medico, perché un positivo non dice quando né dove.
L’herpes genitale influisce sulla fertilità?
No, non compromette la fertilità. I problemi riguardano la trasmissione al partner e, in gravidanza, il momento del parto: sono aspetti che si gestiscono, non ostacoli al concepimento.
Questa pagina ha finalità divulgativa e non sostituisce la visita. Le indicazioni cliniche seguono le linee guida sulle infezioni urogenitali della European Association of Urology; il regime di fornitura dei medicinali citati è quello registrato presso l’Agenzia Italiana del Farmaco. Dove si scaricano queste raccomandazioni, e quale edizione vale, è nelle linee guida urologiche di riferimento. Leggi sempre il foglio illustrativo.
Schede dei farmaci citati
Due formati della stessa molecola per due situazioni diverse: le compresse per le lesioni genitali e per gli episodi importanti, la crema per l’herpes labiale. La procedura di richiesta è in come ordinare: contatti e procedura, le altre molecole della categoria negli antivirali per herpes labiale, genitale e zoster.

