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Disfunzione erettile: che cosa la provoca e come si cura

Perché compare, quali esami servono davvero, che cosa funziona a ogni gradino della terapia e quando la spesa la copre il Servizio sanitario.

La disfunzione erettile è l’incapacità ricorrente di ottenere o mantenere un’erezione sufficiente per un rapporto soddisfacente, quando la difficoltà dura da almeno sei mesi. Il limite di tempo non è burocrazia: un episodio isolato dopo una notte storta, una settimana di lavoro pesante o un bicchiere di troppo non è una malattia, e trattarlo come tale è il modo più rapido per trasformarlo in ansia da prestazione. In Italia il disturbo riguarda circa tre milioni di uomini. La frequenza sale con l’età, ma i trent’anni non proteggono: cambia la causa, non la possibilità.

I quattro gradini della terapia della disfunzione erettile: stile di vita, inibitori della PDE5, dispositivo a vuoto e alprostadil, protesi peniena
La scala si sale un gradino alla volta, e il primo è quello che si salta più spesso.

Il sintomo che spesso precede il cuore

Le arterie del pene hanno un diametro di uno o due millimetri; quelle coronarie ne misurano tre o quattro. Quando una placca si deposita in modo diffuso, il vaso piccolo si chiude prima del vaso grande, e il primo segnale clinico compare dove il margine è minore. È la ragione per cui un’erezione che peggiora lentamente in un uomo fra i quaranta e i sessant’anni, senza un fatto psicologico evidente, viene letta in urologia come una spia vascolare: fra la comparsa del disturbo e un evento cardiaco passano in media due o tre anni, a volte cinque.

Questo cambia il senso della visita. Non si va dall’andrologo soltanto per avere una compressa: si va per sapere se quella difficoltà sta segnalando un diabete non diagnosticato, una pressione mai misurata, un profilo lipidico fuori controllo. Trattare il sintomo e ignorare il resto significa rinunciare a una diagnosi precoce che arriva gratis.

Le cause, in ordine di frequenza reale

La causa più comune dopo i cinquant’anni è vascolare e metabolica: diabete di tipo 2, ipertensione, dislipidemia, fumo, obesità addominale, apnee ostruttive del sonno. Il diabete da solo moltiplica per tre il rischio e anticipa la comparsa di una decina d’anni.

Segue la causa iatrogena, cioè provocata da una cura. La chirurgia pelvica — prostatectomia radicale soprattutto — e la radioterapia sul piccolo bacino danneggiano i nervi cavernosi. Fra i farmaci pesano i diuretici tiazidici, i beta-bloccanti non vasodilatanti, gli antidepressivi SSRI, gli antipsicotici e la finasteride: chi assume finasteride per l’alopecia androgenetica dovrebbe saperlo prima di cominciare, non dopo.

Le cause neurogene comprendono le lesioni del midollo spinale, la sclerosi multipla, le neuropatie e i danni al plesso pelvico; sono quelle che aprono la strada al rimborso pubblico di cui si parla più avanti. Le cause ormonali — ipogonadismo, iperprolattinemia, disfunzioni tiroidee — sono meno frequenti di quanto si creda, ma vanno cercate perché hanno una terapia propria.

Resta la componente psicogena: ansia da prestazione, depressione, conflitto di coppia, consumo di pornografia che sposta la soglia dello stimolo. Prevale sotto i quarant’anni e raramente è pura: nel paziente maturo si somma quasi sempre a una base organica, perché il primo insuccesso genera l’attesa del secondo.

La domanda che separa le due famiglie

Esiste un discrimine semplice che il medico usa da sempre: le erezioni notturne e al risveglio ci sono ancora? Se compaiono regolarmente, il meccanismo idraulico funziona e il problema è con ogni probabilità psicogeno o situazionale. Se sono scomparse gradualmente insieme a quelle da rapporto, l’ipotesi vascolare o neurologica passa in primo piano. Un esordio brusco e legato a una partner specifica indica una direzione; un peggioramento lento, costante e indipendente dalle circostanze ne indica un’altra.

Quanto è grave: il punteggio IIEF-5

Lo strumento usato in ambulatorio è l’IIEF-5, cinque domande sull’ultimo semestre con risposte da 1 a 5. Il totale colloca il disturbo in una fascia e serve soprattutto a misurare il prima e il dopo della terapia, non a fare diagnosi da soli.

PunteggioInterpretazione
22–25nessuna disfunzione
17–21lieve
12–16da lieve a moderata
8–11moderata
5–7grave

Compilarlo prima della visita accorcia il colloquio e dà al medico un punto di partenza numerico. Ripeterlo dopo sei o otto settimane di terapia dice se la dose è giusta meglio di qualsiasi impressione.

Gli esami che servono e quelli che non servono

Il primo livello è breve e costa poco: glicemia a digiuno o emoglobina glicata, profilo lipidico completo, testosterone totale su prelievo del mattino fra le otto e le undici, pressione arteriosa, circonferenza addominale. Se il testosterone risulta basso si ripete il dosaggio e si aggiungono LH e prolattina, perché un valore singolo oscilla.

Il secondo livello è l’ecocolordoppler penieno dinamico, eseguito dopo iniezione intracavernosa di un farmaco vasoattivo: misura i flussi e distingue un problema arterioso da una fuga venosa. Non è un esame di routine e ha senso quando il risultato cambia davvero la decisione — per esempio prima di valutare una protesi o in un uomo giovane con trauma pelvico. Il percorso diagnostico completo, dal Rigiscan alle terapie di secondo livello, è descritto nella scheda clinica sulla diagnostica specialistica della disfunzione erettile.

Quello che non serve: pannelli ormonali completi a tappeto, spermiogramma (riguarda la fertilità, non l’erezione), marcatori generici prescritti senza una domanda clinica precisa. In una materia dove i pacchetti di esami si vendono facilmente, sapere che cosa rifiutare vale quanto sapere che cosa chiedere.

La scala delle terapie

Il primo gradino non è farmacologico e viene regolarmente saltato: perdere peso quando la circonferenza addominale supera i 102 centimetri, portare l’attività aerobica intorno ai 150 minuti settimanali, smettere di fumare, correggere glicemia e pressione. Negli studi sull’argomento questi interventi migliorano la funzione erettile in modo misurabile e, a differenza delle compresse, agiscono sulla causa.

Il secondo gradino sono gli inibitori della PDE5: sildenafil, tadalafil, vardenafil e avanafil. Non provocano l’erezione, rendono possibile quella che lo stimolo sessuale avvia; funzionano in circa sette uomini su dieci e la scelta fra le quattro molecole dipende da tempi e durata più che da efficacia. Il confronto pratico — quanto ci mettono, quanto durano, che cosa fa il pasto — sta nella categoria dei farmaci per la disfunzione erettile e l’eiaculazione precoce, con le schede di viagra generico, cialis generico, levitra generico e avanafil. Una terapia si considera fallita solo dopo quattro-sei tentativi corretti alla dose massima tollerata, non dopo la prima delusione.

Il terzo gradino comprende il dispositivo a vuoto, poco amato ma efficace e senza interazioni, e l’alprostadil per iniezione intracavernosa o in gel uretrale, che funziona anche quando i nervi sono danneggiati perché agisce a valle. Il quarto è la protesi peniena: è chirurgia definitiva, elimina ogni possibilità di erezione spontanea e per questo arriva ultima, ma nei candidati giusti ha i tassi di soddisfazione più alti di tutta la scala.

Le onde d’urto a bassa intensità meritano una riga onesta: le linee guida europee le collocano fra le opzioni con raccomandazione debole, limitata alle forme vascolari lievi, e i protocolli variano molto da centro a centro. Il testosterone, infine, si usa quando l’ipogonadismo è documentato da due prelievi, non come tonico generico.

Quando paga il Servizio sanitario: la nota 75

In Italia i farmaci per l’erezione sono in fascia C, a carico del cittadino. L’eccezione è la nota 75 dell’Agenzia Italiana del Farmaco, che rende rimborsabili sildenafil, tadalafil, vardenafil, avanafil e alprostadil nella disfunzione erettile neurogena da lesione incompleta del midollo spinale o del plesso pelvico, di origine traumatica, infiammatoria, degenerativa o iatrogena — quindi anche dopo chirurgia o radioterapia pelvica.

Due condizioni sono vincolanti: serve un piano terapeutico redatto da uno specialista del Servizio sanitario (andrologo, endocrinologo, neurologo o urologo), e la lesione deve essere documentata. L’alprostadil intracavernoso segue una regola propria: è rimborsato nelle lesioni midollari complete e, in quelle incomplete, solo se gli inibitori della PDE5 non hanno funzionato o sono controindicati. Chi rientra in questi criteri paga il ticket invece del prezzo pieno, ed è una differenza che negli anni conta.

Che cosa non funziona

Gli integratori a base di arginina, maca, ginseng e tribulus non hanno prove di efficacia paragonabili a un inibitore della PDE5, e il loro vero rischio non è l’inefficacia. Le analisi condotte su prodotti «naturali» venduti online trovano con regolarità sildenafil o tadalafil non dichiarati, in quantità variabili: chi assume nitrati per il cuore e crede di prendere un’erba rischia esattamente l’interazione che stava evitando. Lo stesso vale per i prodotti senza autorizzazione europea, dal Kamagra Oral Jelly ai generici indiani di sildenafil e tadalafil che compaiono negli annunci.

Un’ultima avvertenza pratica: la disfunzione erettile e l’eiaculazione precoce sono disturbi diversi e si trattano in modo diverso, anche se spesso convivono. Per il secondo la molecola autorizzata è la dapoxetina, descritta nella scheda di Priligy 30 mg, mentre criteri, forme e alternative stanno nella guida all’eiaculazione precoce e alle sue cause, e non va associata agli inibitori della PDE5 senza indicazione medica.

Le erezioni mattutine ci sono ancora: è solo un problema psicologico?

È l’ipotesi più probabile, perché significa che il meccanismo vascolare e nervoso funziona. Non è una certezza: una componente organica iniziale può convivere con l’ansia da prestazione. Gli esami di primo livello restano utili anche in questo caso.

La disfunzione erettile si guarisce o si tiene sotto controllo?

Dipende dalla causa. Le forme psicogene e quelle legate a farmaci o stile di vita possono risolversi del tutto. Le forme vascolari e neurogene si gestiscono: la terapia migliora la funzione finché viene usata, e il controllo dei fattori di rischio ne rallenta il peggioramento.

Il testosterone basso è la causa più comune?

No. L’ipogonadismo spiega una minoranza dei casi e va documentato con due prelievi mattutini prima di parlare di terapia sostitutiva. Somministrare testosterone a chi ha valori normali non migliora l’erezione e ha controindicazioni proprie.

Dopo un infarto si può riprendere l’attività sessuale?

Nella maggior parte dei casi sì, e la valutazione cardiologica serve proprio a stabilire quando. Il punto critico non è lo sforzo in sé ma la terapia: chi assume nitrati non può usare inibitori della PDE5 in nessuna forma e a nessuna dose.

Le onde d’urto sostituiscono le compresse?

No. Le linee guida europee le indicano con raccomandazione debole e solo nelle forme vascolari lievi, come possibile aggiunta. Un centro che le propone come cura definitiva per qualsiasi paziente sta promettendo più di quanto le prove consentano.

Serve la ricetta per sildenafil e tadalafil?

Sì, tutti gli inibitori della PDE5 sono soggetti a prescrizione medica anche nella versione equivalente. La ricetta è ripetibile, quindi una sola prescrizione copre più acquisti entro i limiti di validità. Le modalità sono descritte in Come ordinare.

Questa pagina ha finalità divulgativa e non sostituisce la visita. Le raccomandazioni cliniche citate seguono le linee guida della European Association of Urology; i criteri di rimborsabilità sono quelli della nota 75 AIFA in vigore. Dove trovare le versioni aggiornate di quei documenti è indicato nelle linee guida urologiche di riferimento. Leggi sempre il foglio illustrativo del medicinale che ti è stato prescritto.

Le differenze pratiche fra le quattro compresse — quanto durano, quanto pesano i pasti, quanto costano in un anno — sono raccolte nel confronto fra Viagra, Cialis, Levitra e Spedra.

Schede dei farmaci citati

Dosaggi disponibili, prezzi per formato e obbligo di ricetta sono nelle singole schede. Non sono quattro alternative equivalenti: la scelta dipende da quanto deve durare l’effetto, dalle altre terapie in corso e da quello che decide il medico dopo la visita.

Ultima revisione: . Fonti: riassunti delle caratteristiche del prodotto AIFA, note AIFA di rimborsabilità e linee guida delle società scientifiche citate nel testo.